Quando si parla di pavimento pelvico, l’attenzione si concentra quasi sempre sulla debolezza muscolare, sull’incontinenza o sul prolasso.
Ma esiste anche il problema opposto: un pavimento pelvico ipertonico, ovvero troppo contratto.
È una condizione ancora poco riconosciuta, eppure molto frequente. Può riguardare donne giovani, sportive, ansiose, perfezioniste o abituate a mantenere costantemente il controllo.
Un muscolo che non riesce a rilassarsi può diventare fonte di dolore e disfunzione.
Cos’è il pavimento pelvico e cosa significa “ipertono”
Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli profondi che sostengono vescica, utero e retto.
Ha il compito di:
Controllare la continenza urinaria e fecale
Consentire un corretto svuotamento
Partecipare alla funzione sessuale
Stabilizzare il bacino e la postura
In condizioni normali, questi muscoli si contraggono e si rilassano in modo coordinato.
Nel caso di ipertono pelvico, invece, la muscolatura rimane costantemente in stato di contrazione, anche quando dovrebbe rilasciarsi.
È come avere un pugno chiuso tutto il giorno: prima o poi compare dolore.
Segnali poco riconosciuti di un pavimento pelvico troppo contratto
Molte donne convivono con sintomi senza sapere che potrebbero essere legati a tensione muscolare profonda.
I segnali più comuni includono:
Difficoltà a svuotare completamente la vescica
Sensazione di bisogno di urinare spesso ma con poca emissione
Stipsi cronica o evacuazione incompleta
Sensazione di pressione o peso interno
Rapporti sessuali “tollerabili” ma mai davvero rilassati
Dolore pelvico che compare senza una causa evidente
Fastidio dopo aver urinato nonostante esami negativi
In alcuni casi, l’ipertono può favorire condizioni come:
Dispareunia
Vulvodinia
Cistiti ricorrenti
Uretrite abatterica
Dolore pelvico cronico
Perché succede? Le cause meno conosciute
Un pavimento pelvico iperattivo non è quasi mai casuale.
Le cause possono essere diverse:
1. Stress e ansia cronica
Il sistema nervoso autonomo attiva una risposta di difesa che coinvolge anche la muscolatura pelvica.
Un corpo costantemente in allerta tende a irrigidirsi.
2. Attività sportiva intensa
Sport ad alto impatto o che richiedono continua attivazione addominale (crossfit, danza, corsa competitiva) possono favorire tensione muscolare cronica.
3. Traumi fisici o emotivi
Eventi traumatici, visite ginecologiche dolorose, interventi chirurgici o esperienze sessuali negative possono innescare una contrazione difensiva persistente.
4. Abitudine a “trattenere”
Molte donne contraggono inconsapevolmente il pavimento pelvico durante la giornata, soprattutto in situazioni di stress o concentrazione.
Con il tempo, il muscolo perde la capacità di rilassarsi spontaneamente.
Perché rafforzare non è sempre la soluzione
Uno degli errori più comuni è pensare che ogni disturbo pelvico richieda esercizi di rinforzo (come i classici esercizi di Kegel).
In caso di ipertono, rafforzare ulteriormente può peggiorare il dolore.
A volte il problema non è la forza… ma l’eccessiva tensione.
Il trattamento corretto può includere:
Fisioterapia del pavimento pelvico con tecniche di rilascio
Lavoro respiratorio diaframmatico
Biofeedback
Terapie manuali miofasciali
Supporto psicologico quando necessario
L’obiettivo non è “stringere di più”, ma imparare a lasciare andare.
Restate Aggiornate!
Siamo abituate a parlare di pavimento pelvico debole.
Ma esiste anche l’altra faccia della medaglia: un pavimento pelvico troppo contratto.
In questi casi, la cura non è rafforzare, ma imparare a rilassare.
Se senti tensione profonda, pressione interna o fastidi che nessuno riesce a spiegare, non normalizzarli.
Una valutazione mirata può fare chiarezza e aiutarti a ritrovare equilibrio e benessere.
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