Vaginismo: cos’è davvero e perché non è una condanna permanente

Il vaginismo è una contrazione involontaria dei muscoli che circondano la vagina, che rende dolorosa o impossibile la penetrazione. Può manifestarsi durante i rapporti sessuali, ma anche in occasione di una visita ginecologica o nell’uso di un assorbente interno. Spesso viene vissuto con vergogna o senso di inadeguatezza, ma è una condizione medica riconosciuta e, soprattutto, trattabile. Capire cos’è davvero il vaginismo è il primo passo per affrontarlo senza colpevolizzarsi.

Non è una scelta, non è solo “tensione mentale”

Una delle frasi più dannose che una donna con vaginismo può sentirsi dire è “devi solo rilassarti”. Il vaginismo non è una scelta, né una semplice tensione che si supera con la forza di volontà. È un riflesso muscolare condizionato, una risposta automatica che il corpo attiva indipendentemente dalla volontà della persona. Esattamente come non si può decidere di non chiudere l’occhio quando si avvicina un oggetto, non si può semplicemente “decidere” di disattivare questa contrazione. Riconoscere questa dimensione è già parte della cura.

Le cause più frequenti

Le cause del vaginismo sono spesso multiple e intrecciate tra loro. Possono entrare in gioco ansia, esperienze sessuali precedenti dolorose o traumatiche, paura del dolore stesso, infezioni ricorrenti, eventi medici invasivi o messaggi culturali ed educativi legati alla sessualità. Anche il timore di una gravidanza non desiderata può contribuire. Spesso si crea un circolo: la paura del dolore genera contrazione, che a sua volta genera dolore, che rafforza la paura. Interrompere questo circolo è uno degli obiettivi principali del percorso terapeutico.

Il percorso di cura: pavimento pelvico, dilatatori e supporto psicologico

Nella maggior parte dei casi il vaginismo si risolve con un approccio integrato che combina più strumenti. La fisioterapia del pavimento pelvico aiuta a riconoscere, gestire e rilassare la muscolatura coinvolta. L’uso di dilatatori graduali, eseguito con il proprio tempo e la propria autonomia, permette di desensibilizzare progressivamente la zona. Il supporto psicologico o sessuologico lavora invece sulla componente emotiva, sulle paure e sull’esperienza personale. Insieme, questi strumenti danno risultati positivi nella grande maggioranza delle donne.

Non è una condanna: parlarne è già il primo passo

Il vaginismo non è una condanna permanente, non definisce chi sei e non significa che dovrai rinunciare a una vita intima serena. È un percorso, spesso più breve e più efficace di quanto molte donne immaginino. La parte più difficile, paradossalmente, è la prima: parlarne. Una volta che il problema viene nominato in uno spazio sicuro e non giudicante, il resto diventa molto più semplice. Una specialista con esperienza in questo ambito può accompagnarti passo dopo passo, senza fretta e senza giudizio. Se convivi con questa difficoltà, sappi che non sei sola: compila il form per prenotare una visita di approfondimento, in totale riservatezza.

Continua a seguirci per affrontare con consapevolezza i temi della salute femminile, anche quelli di cui si parla meno. Dare un nome a ciò che si vive è il primo passo per poterlo attraversare e superare.

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