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Il Blog della Dr.ssa Patrizia Zaffino

Con il mio blog miro a diffondere informazioni accurate per favorire abitudini salutari e prevenire le difficoltà nell’ambito intimo femminile.

I miei ultimi Articoli:

La prolattina è l'ormone che stimola la produzione di latte dopo il parto, ma può essere elevata anche in donne che non hanno mai partorito, con la conseguenza di bloccare l'ovulazione e far sparire il ciclo. Le cause sono varie: un piccolo adenoma ipofisario (prolattinoma, quasi sempre benigno), alcuni farmaci come antidepressivi, antiemetici e gastroprotettori, l'ipotiroidismo e lo stress intenso. Si presenta spesso con ciclo irregolare o assente, possibile fuoriuscita di latte dal seno (galattorrea), cefalea e calo del desiderio. Un semplice dosaggio della prolattina nel sangue è sufficiente per sospettarla: un ciclo assente senza causa apparente merita sempre un pannello ormonale completo, prolattina inclusa.
Molte infezioni sessualmente trasmissibili nelle donne non danno alcun sintomo: nessun dolore, nessuna perdita anomala, nessun segnale evidente. La clamidia è asintomatica nella maggior parte dei casi femminili, ma se non trattata può causare malattia infiammatoria pelvica, danno alle tube e infertilità; anche gonorrea e micoplasma genitale spesso passano inosservati. Il preservativo riduce significativamente il rischio ma non lo azzera del tutto, e lo screening periodico — soprattutto in occasione di un cambio di partner — è l'unico modo per sapere davvero se si è portatrici di un'infezione asintomatica. Fare uno screening per le IST non è "di nicchia": è parte integrante di una buona salute ginecologica.
Nella gravidanza ectopica l'embrione si impianta fuori dall'utero, nella maggior parte dei casi in una delle tube di Falloppio: non è compatibile con la vita del bambino e può mettere a rischio quella della donna. I sintomi iniziali possono sembrare quelli di una gravidanza normale (test positivo, nausea, seno teso), e solo in seguito compaiono dolore pelvico laterale, sanguinamento anomalo e, nei casi gravi, sintomi da rottura tubarica — un'emergenza medica. Le donne con storia di infezioni sessualmente trasmesse, endometriosi o precedenti chirurgie tubariche hanno un rischio aumentato. Dolore pelvico laterale con test di gravidanza positivo richiede sempre una valutazione urgente: l'ecografia precoce non serve solo a vedere il cuoricino, ma anche a verificare dove si trova l'embrione.
Il lichen sclerosus vulvare è una malattia infiammatoria cronica che colpisce la pelle della vulva causando prurito intenso, bruciore e alterazioni progressive: la cute diventa bianca, sottile e fragile, e nel tempo può modificarsi l'anatomia. La causa esatta non è nota ma sembra coinvolgere una componente autoimmune. Può comparire a qualsiasi età, anche in bambine e ragazze giovani. Non è contagioso, non è una malattia sessualmente trasmissibile e non è "psicologico": è una patologia reale che richiede diagnosi (spesso con biopsia) e trattamento cronico con cortisone topico. Il lichen non trattato aumenta nel tempo il rischio di trasformazione maligna, quindi il follow-up è fondamentale: un prurito vulvare cronico che non risponde ai comuni antifungini merita una valutazione specialistica.
Il prolasso genitale si verifica quando vescica, utero o retto scendono dalla loro posizione normale spingendo verso il basso o all'esterno. È molto più comune di quanto si pensi e molto meno trattato di quanto meriterebbe. I sintomi variano: sensazione di peso o pressione pelvica, difficoltà a svuotare vescica o intestino, fastidio durante i rapporti, a volte una "pallina" percepita all'esterno. Non riguarda solo le donne anziane: può presentarsi dopo il parto, anche a distanza di anni, e in donne che praticano sport ad alto impatto senza un pavimento pelvico allenato. La riabilitazione del pavimento pelvico può migliorare significativamente i prolassi lievi e medi: non tutti richiedono chirurgia, esiste un percorso terapeutico.
Alcune donne che si allenano intensamente o che riducono significativamente l'apporto alimentare smettono di avere il ciclo. In molti ambienti sportivi questo viene ancora percepito come normale o addirittura positivo, ma non lo è. L'amenorrea atletica fa parte di una sindrome più ampia chiamata RED-S (Relative Energy Deficiency in Sport): l'energia disponibile non è sufficiente a sostenere sia il fabbisogno sportivo sia le funzioni fisiologiche, tra cui la riproduzione. Le conseguenze vanno oltre il ciclo — densità ossea ridotta, rischio di fratture da stress, impatto sulla fertilità futura — e in parte non sempre reversibili. Il ciclo mestruale è un segno vitale: quando sparisce, il corpo sta mandando un messaggio da ascoltare.
Il tumore ovarico è chiamato "silent killer" perché i suoi sintomi sono vaghi, comuni e quasi mai collegati alle ovaie: gonfiore addominale persistente, senso di sazietà precoce, dolore pelvico o addominale ricorrente e necessità frequente di urinare vengono facilmente attribuiti ad altro. Non esiste ancora uno screening efficace per la popolazione generale, e per questo la maggior parte dei casi viene scoperta in stadio avanzato. Conoscere i segnali e non ignorarli se persistono per più di qualche settimana è oggi lo strumento più efficace di intercettazione precoce. I fattori di rischio includono storia familiare, mutazioni BRCA e nulliparità: parlarne con la propria ginecologa è parte della prevenzione.
Si parla di abortività ricorrente quando una donna perde tre o più gravidanze consecutive nel primo trimestre, una condizione che colpisce circa l'1% delle coppie e che spesso resta senza spiegazione per anni perché le indagini vengono avviate troppo tardi o in modo incompleto. Le cause possono essere genetiche (anomalie cromosomiche degli embrioni), uterine (setti, polipi, fibromi sottomucosi), legate a trombofilie, squilibri ormonali o fattori immunologici come la sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Non è "solo sfortuna": è un segnale che merita un percorso diagnostico dedicato. Dopo due aborti consecutivi — o già dopo il primo in certe età — l'indagine può iniziare.
La secchezza vaginale viene quasi sempre associata alla menopausa, ma può comparire molto prima: con la pillola, durante l'allattamento, con alcuni farmaci, con lo stress cronico o il fumo. I sintomi vanno oltre il fastidio durante i rapporti e includono bruciore quotidiano, prurito e maggiore predisposizione alle infezioni urinarie e vaginali. Esistono trattamenti efficaci a ogni età, non solo gli estrogeni locali della menopausa: acido ialuronico, lubrificanti e idratanti specifici e, nei casi giusti, una rivalutazione del contraccettivo. La secchezza vaginale a 30 anni merita la stessa attenzione di quella a 55: non aspettare che diventi un problema cronico prima di parlarne.
Il vaginismo è una contrazione involontaria dei muscoli vaginali che rende dolorosa o impossibile la penetrazione, sia durante i rapporti sia in occasione di una visita ginecologica o nell'uso di un assorbente interno. Non è una scelta né una "tensione mentale facile da superare": è un riflesso muscolare condizionato, spesso legato ad ansia, esperienze dolorose precedenti o paura del dolore stesso. Con la fisioterapia del pavimento pelvico, l'uso di dilatatori graduali e il supporto psicologico, nella maggior parte dei casi si risolve. Non è una condanna permanente ma un percorso, spesso più breve di quanto si pensi: la parte più difficile è parlarne, il resto diventa più semplice.
Sentirsi dire "hai una cisti ovarica" spaventa, ma nella maggior parte dei casi non c'è nulla di cui preoccuparsi. Le cisti funzionali si formano durante il normale ciclo ovulatorio e regrediscono spontaneamente in poche settimane, senza alcun trattamento. Le cisti organiche, come endometriomi e teratomi, hanno natura diversa, non regrediscono da sole e richiedono un monitoraggio più attento, a volte un trattamento. L'ecografia transvaginale, ripetuta a distanza di settimane, è quasi sempre sufficiente a distinguerle. La parola "cisti" non equivale a problema grave: contesto e follow-up fanno la differenza, ma una cisti che persiste o cresce va sempre rivalutata.
I polipi uterini sono escrescenze del tessuto endometriale, nella stragrande maggioranza dei casi benigne, e spesso non danno alcun sintomo: vengono scoperti per caso durante un'ecografia. Quando causano sanguinamenti tra un ciclo e l'altro, perdite dopo i rapporti o difficoltà di concepimento, vanno valutati e generalmente rimossi tramite isteroscopia operativa, una procedura mini-invasiva ambulatoriale. La maggior parte è benigna, ma in donne in menopausa con sanguinamento la valutazione istologica è sempre necessaria. Un sanguinamento "strano" tra un ciclo e l'altro non va mai ignorato, anche se minimo.